In un particolare momento storico in cui la caduta delle ideologie sta cambiando gli scenari politici, l’Unione di Centro molese prova a riavviare il confronto politico prima di entrare nel vivo della campagna elettorale per le prossime amministrative di marzo. Sabato 7 novembre, alle ore 18, nella sala riunioni di Palazzo Roberti, la sezione molese del partito di Casini ed i Giovani Popolari Europei hanno organizzato un incontro-dibattito sul tema “Evoluzione o involuzione? Mola negli ultimi vent’anni”, durante il quale sarà possibile mettere a confronto opinioni sul clima politico ed amministrativo che si respira nel nostro paese da alcuni anni a questa parte. Dopo i saluti iniziali del coordinatore cittadino dell’UDC, Sabino Iacoviello, ne discuteranno Gaetano Lastilla e Pino Ruggiero, moderati dal coordinatore provinciale dei Giovani UDC, Niki Bufo, prima di dare spazio agli interventi di tutti coloro che vorranno offrire i propri contributi ed idee per il bene del paese.
“Una delle ragioni della degenerazione dei valori e degli ideali sta nell’aver perso il senso dell’identità e dell’appartenenza, favorendo il fenomeno deleterio del trasformismo per cui è divenuto normale e non scandaloso, per esempio, il fatto che un politico cambi partito con faciloneria contribuendo all’instabilità delle amministrazioni. Ci vorrebbe un cambio di rotta, contrapponendo all’antipolitica la politica seria, che sappia dare risposte concrete, che sia al servizio dei cittadini, che parta dalla formazione, dall’incontro e confronto con la società civile, dalla progettualità e soprattutto dalla competenza”. Tutta la cittadinanza è inviata a partecipare.


La Corte Costituzionale si è pronunciata. Dopo 2 giorni d’esame, il lodo Alfano, la legge che sospende i processi delle quattro alte cariche dello Stato, è stata bocciato per violazione dell’art. 138 della Costituzione, ossia sarebbe servita una legge costituzionale e non una ordinaria. Il Lodo è stato bocciato anche per violazione dell’art. 3, che sancisce quel principio di uguaglianza che qualcuno avrebbe voluto bypassare ritenendo che la legge è sì uguale per tutti, ma non la sua applicazione. Non cambieranno gli scenari politici, non ci si illuda, anche perchè chi ha la maggioranza ha il diritto-dovere di governare e pensare ai problemi dei cittadini (ai quali non interessano certo solo quelli di Berlusconi), ma almeno si dovrebbe permettere in tal modo alla giustizia di fare il suo corso. Politicamente le battaglie da portare avanti sono altre, con indispensabile e costante senso di responsabilità, perciò piuttosto che aspettare responsi sulla legittimità o meno di una legge che salva l’attuale Presidente del Consiglio, ci si preoccupi di adempiere al mandato ricevuto dagli elettori, magari rimanendo in aula quando si vota per provvedimenti come lo scudo fiscale, passato per soli 20 voti!
Da oggi parte la seconda tranche di incentivi per l’acquisto di biciclette e scooter. Un’iniziativa che nella scorsa edizione ha avuto un tale successo da esaurire i fondi a disposizione in meno di tre settimane e lasciare molte richieste inevase. Lo sconto rimane sempre del 30%, ma scende il massimale, ridotto da 700 a 200 euro per le bici tradizionali e a 450 euro per quelle a pedalata assistita. Questo appunto per soddisfare un numero maggiore di domande. Il finanziamento complessivo ammonta a 14 milioni di euro, di cui 7,7 per le biciclette, 5,1 per i motocicli e 1,7 per gli ordini inevasi nella prima tranche. Per quanto riguarda i ciclomotori, la campagna incentivi partirà dalla settimana prossima, per usufruire dello sconto sarà necessario rottamare un ciclomotore classe 0 o 1, esattamente come l’altra volta. Un’altra grande novità è l’impegno del Ministero a trovare i fondi per costruire 110 chilometri di piste ciclabili nelle metropoli e 90 chilometri nei piccoli Comuni.
